Assegno di mantenimento dei figli: la Cassazione chiarisce i criteri di determinazione

Corte di Cassazione, Sez. I, ordinanza 12/01/2026 n. 676 

Con l’ordinanza n. 676 del 2026, la Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale in materia di mantenimento dei figli: la determinazione dell’assegno deve avvenire sulla base di una valutazione comparativa delle condizioni economiche di entrambi i genitori, nel rispetto del principio di proporzionalità.

Secondo la Suprema Corte, non è corretto aumentare l’assegno considerando esclusivamente la situazione reddituale del genitore obbligato al pagamento, senza verificare anche le risorse economiche dell’altro genitore.

La Cassazione ha ricordato che il giudice deve tenere conto di diversi elementi, tra cui:

- le capacità economiche di entrambi i genitori;

- il tenore di vita dei figli durante la convivenza familiare;

- i tempi di permanenza dei figli presso ciascun genitore;

- il contributo dato da ciascun genitore nelle attività di cura;

- le condizioni patrimoniali complessive delle parti.

Il giudice può inoltre disporre accertamenti anche d’ufficio, come verifiche fiscali, per accertare la reale situazione economica dei genitori.

Nel caso specifico, la Corte d’Appello aveva aumentato l’assegno di mantenimento a carico del padre basandosi prevalentemente sulla sua capacità reddituale, senza effettuare un adeguato confronto con la situazione economica della madre.

La Cassazione ha quindi ritenuto fondate le doglianze del padre, ribadendo che il mantenimento dei figli deve essere sostenuto da entrambi i genitori in proporzione alle rispettive risorse economiche e capacità lavorative.

La decisione conferma che tutti i figli hanno diritto allo stesso livello di mantenimento, indipendentemente dalla situazione dei genitori; che entrambi i genitori devono contribuire in modo proporzionato alle proprie possibilità ed infine che la valutazione del giudice deve essere completa e basata su tutti gli elementi economici rilevanti.

La pronuncia rafforza quindi l’orientamento secondo cui l’assegno di mantenimento deve essere determinato attraverso una valutazione equilibrata e complessiva delle condizioni economiche di entrambi i genitori, sempre nell’interesse prioritario dei figli.

 

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